LE NOTIZIE FALSE E LE MEZZE VERITA’ di Umberto Zito

Finalmente si sta cominciando a prendere consapevolezza del danno derivante dalle cosiddette fake news o notizie false, che in seguito, per brevità indicherò con l’acronimo F.N., profuse a pienissime mani sui social ed a piene mani sugli altri media (tv, quotidiani, riviste etc).

Il New York Time hfake newsa recentemente segnalato ed evidenziato il problema esistente in Italia, rendendo possibile anche inviduare persone vicine al M5S ed alla Lega che avrebbero diffuso F.N. riguardanti soprattutto il governo del Paese.

Già in occasione del referendum del 4 Dicembre 2016 centinaia di F.N. furono scaricate ogni giorno sugli smartphone e sui PC e persino su libri artatamente pubblicati nell’imminenza delle votazioni sul referendum, incidendo forse anche  sull’esito dello stesso referendum. Le agenzie di stampa di oggi riportano, addirittura, che l’ex vicepresidente Usa- Joe Biden-, ha dichiarato che La Russia avrebbe interferito con il referendum costituzionale italiano e sta aiutando la Lega e il Movimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni politiche !!

Nell’ambito delle F.N. poi un genere particolarmente pericoloso sul piano informativo è costituito dalle cosiddette “mezze verità” che riescono a trovare maggiore ascolto e condivisione in quanto distorcono o  mistificano un fatto o un dato vero o presunto tale, generando e diffondendo odio e reazioni risentite da parte degli strati sociali più sofferenti ed esposti e  coltivando la crescita di un’Italia del rancore, come è risultato da un recente studio del Censis.

Alcuni esempi:

-e’ circolata una foto che ritraeva la presidentessa della Camera -Boldrini-, la sottosegretaria -M. E. Boschi- ed alcuni esponenti Pd ai funerali di Salvatore Riina (Si trattava effettivamente di una partecipazione ad un funerale ma non a quello di Riina).

-E’ circolata una foto che ritraeva Renzi che se la spassava a Ibiza  in Lamborghini (la Lamborghini non era di Renzi. Si trattava di una foto relativa ad una visita dello stesso alla casa automobilistica mentre era a bordo della costosa auto insieme all’amministratore delegato dell’azienda).

E’ circolata una foto che ritraeva una “sorella” della Boldrini che, secondo quanto riportato in calce alla foto, gestiva 340 coperative per l’assistenza agli immigrati (Si trattava di una foto di un’attrice. La sorella della Boldrini è morta da anni).

E’ circolata una foto che ritraeva una “sorella” della Boschi con la notizia che la stessa aveva uno stipendio mensile di € 25.000, quale direttrice del centro coordinamento delle Regioni (Si trattava di una foto dell’attrice Scarlett Johansson. La Boschi non ha sorelle).

-Sono state diffuse bufale e mezze verità sui vaccini che hanno determinato un preoccupante calo delle vaccinazioni Italia. E’ stato scritto addirittura che i vaccini incidono sulle tendenze sessuali!!.

-Una parlamentare del M5S ha scritto su Facebook, in occasione del terremoto dell’anno scorso, che il Tg1 ha “abbassato” l’intensità della scossa a 6.1 per consentire all’esecutivo di “non risarcire i danneggiati al 100%”!!!!

Mi auguro che si riesca a fare un’efficace, continua e capillare controinformazione sulle F.N. in modo da contrastare questo deleterio fenomeno che sta avvelenando le fonti di informazione e sta disorientando pericolosamente i cittadini ed in particolare i giovani, rendendoli sostanzialmente meno liberi in quanto condizionati nella loro capacità di discernimento e di valutazione.

Mi auguro inoltre che anche in Italia, come in Germania, negli USA ed in Francia vengano adottate misure anti F.N. dai grandi social (Google, Facebook, etc).

In Francia, per esempio, si è molto diffusa, durante le ultime elezioni, l’applicazione DECODEX che bolla con evidenza i siti che diffondono F.N.. Sono previste inoltre multe salate per i social che non provvedano, con immediatezza, alla cancellazione delle notizie false.

Sarebbe inoltre auspicabile che i giornalisti che conducono talk show televisivi si preparino adeguatamente sui temi e sugli argomenti che saranno trattati nel corso della trasmissione (per fortuna alcuni, pochissimi in verità, lo fanno) ed intervengano quando gli ospiti dicano dati e fatti non corrispondenti al vero. Di Maio, per esempio, in occasione della sua partecipazione alla trasmissione di Fabio Fazio, esordì dicendo che il M5S in Sicilia aveva preso il 35% dei voti e il PD il 13%. (I dati veri erano invece i seguenti: il candidato del M5S aveva preso il 35% dei voti e il candidato del PD il 19%. La lista del M5S aveva preso il 26% mentre quella del PD il 13%).

Sarebbe bene infine che i giornalisti evitino, quando partecipano a trasmissioni televisive, di prendere posizioni chiaramente di parte, utilizzando termini offensivi  nei confronti dei rappresentanti delle forze politiche appartenenti a partiti diversi dal proprio. L’altro giorno, non ricordo se il 29 o il 30 Novembre scorso, ho sentito, per esempio, il giornalista Salvatore Tramontano (Il Giornale) che, nel corso della trasmissione televisiva Tagadà (La 7) di Tiziana Panella, definiva un ex presidente del Consiglio (ovviamente assente) un quaquaraquà, senza peraltro portare, ove possibile,  alcun elemento fattuale che supportasse il suo offensivo assunto! Il termine quaquaraquà, che, nel gergo mafioso, individua le persone collocate alla più infima categoria umana, allude, nella più comune accezione, a chi genericamente parla troppo e cioè ad un chiacchierone che non dispone di capacità effettive ed è quindi scarsamente affidabile. E’ deontologicamente corretto, mi chiedo, che un giornalista iscritto all’albo si esprima in tal modo? Mi piacerebbe sentire cosa ne pensa a riguardo l’Ordine dei giornalisti, atteso che la libertà di critica non può assolutamente travalicare il rispetto della dignità della persona e quella della verità sostanziale dei fatti.

8 Dicembre 2017

 

 

 

 

 

 

 

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