Un’ istantanea politica e qualche riflessione di Umberto Zito

dove va il mondo

Il quadro politico internazionale diventa sempre più preoccupante e ansiogeno.

            In Europa: la Gran Bretagna, che, con la Brexit, ha deciso, spaccandosi in due, di lasciare l’Europa, suscitando la reazione della Scozia e dell’Irlanda del Nord, favorevoli, invece, a rimanere nell’EU.   Avanzano i cosiddetti sovranismi, i populismi, la xenofobia, il razzismo, la voglia di nuovi muri e steccati, gli egoismi, in una parola. Basta dare uno sguardo su quello che accade in Francia, in Olanda, in Ungheria, Bulgaria o leggere le “alcoliche uscite” del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

            Negli USA: dopo l’elezione di Trump sembra rivivere, sul fronte dell’immigrazione, il clima di sospetto esistente in America negli anni 50’, così come magistralmente descritto da Arthur Miller nel suo “Uno sguardo dal ponte”; ritorna il protezionismo; la politica dei dazi anche se ampiamente sconfessata dalla storia; la tutela dei più forti e la politica estera basata sulla deterrenza “muscolare”, culminata nei giorni scorsi nei 59 missili lanciati sulla base aerea siriana di Shayrat da navi americane, come “monito” per il presidente siriano Bashar al-Assad, ritenuto colpevole del barbaro massacro di civili e di tanti bambini avvenuto nei giorni scorsi.

            Anche dalla Corea del Nord partono missili, per fortuna senza conseguenze, verso il Giappone e gli USA minacciano l’intervento militare diretto nel caso di inerzia da parte della Cina e schierano le portaerei.

            La Russia è sempre più presente nello scacchiere medioorientale e assume iniziative in evidente e costante antitesi con la politica e con gli interessi statunitensi.

            L’ISIS, nonostante l’apparente debacle militare del califfato, tiene sotto scacco le democrazie di mezzo mondo con attacchi terroristici di “lupi solitari”, che lasciano dolorose scie di sangue e disarticolano gli apparati di polizia e di intelligence di Paesi come la Francia, l’Inghilterra, il Belgio, la Germania, la Svezia, l’Egitto, etc.

            Il grave ed incontrollato fenomeno migratorio, infine, getta, senza tregua, benzina sul fuoco, alimentando paure ancestrali ma anche   bieche strumentalizzazioni politiche, che utilizzano il tema dell’insicurezza e della diversità come leve utili a coagulare consenso e adesione elettorale da parte di strati sociali sempre più ampi e diffusi.

            In un siffato contesto, in cui sembra prevalere una sorta di preoccupante CUPIO DISSOLVI, il nostro Paese, indebitato fino all’osso da decenni di malgoverno, annichilito da una lunghissima e profonda crisi economica e sociale, continua a dibattersi in un clima politico confuso e disarticolato, ove la fa sempre più da padrone la demagogia ed il populismo, che trovano nutrimento in un’informazione, che spesso si disinteressa della verità dei fatti per costruire e delineare scenari strumentali rispetto a orientamenti e interessi spesso di bassa cucina politico-partitica e di schieramento, utilizzando, senza scrupolo, una sorta di “cavallo di Troia” estremamente efficace e deleterio come la menzogna, “la bufala” o, peggio ancora, la “mezza verità”. Le cosiddette fake news vengono diffuse, a piene mani, sui social (Facebook, Instagram, Twitter, WhatsApp etc) o anche da sedicenti “opinionisti”, che imperversano, lautamente pagati, sui quotidiani talk show televisivi, ove molti (non tutti in verità) conduttori si limitano a dare la parola agli ospiti senza contestarne le imprecisioni o le falsità.

            Questi sono momenti in cui, invece, occorre che in tutti ma anche in ciascuno di noi prevalgano lucidità e razionalità, tenendo a bada le pulsioni emotive e di “pancia” ed evitando, così, di essere inconsapevolmente attratti da parole d’ordine o da slogans spesso privi di senso o comunque scollegati dalla realtà vera dei fatti e degli accadimenti.

            Occorre sforzarsi di guardare dietro le verità confezionate ad arte (il mondo del web ci può aiutare molto in questa ricerca) in modo laico, senza lasciarci, cioè, condizionare da pregiudizi ideologici e/o di appartenenza .

            Consentitemi, infine, un ultimo suggerimento. Leggiamoci sul web i curricula e le biografie delle persone (politici, giornalisti, opinionisti, sedicenti politologi, etc) che pontificano sui media e sui social. Ne scopriremo delle belle e comprenderemo meglio le loro personalità, ma anche i veri interessi di cui sono portatori questi signori, che, in alcuni casi, nonostante un passato di fallimenti, di chiacchiere o di nulla, hanno la faccia tosta di proporsi come leaders capaci di ridisegnare il nostro futuro!!

            Ricordiamo sempre che il passato (non ha alcuna importanza che sia lungo o breve o che sia luminoso o oscuro) è, e rimane, l’unico serio elemento di valutazione delle persone, sia sul piano umano ed etico che su quello delle competenze e delle capacità possedute.

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