Le elezioni amministrative di Salvatore Varriale

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Il dato che emerge subito all’indomani di queste elezioni amministrative è l’indubbia sconfitta di Renzi e del suo Pd, insieme ad una significativa affermazione del M5S.

La partita sicuramente più interessante si è disputata a Milano, con una campagna elettorale seria, tra contendenti di livello e vinta di misura da Giuseppe Sala. L’ Expo ha giocato un ruolo di non poco conto, portando il futuro candidato sindaco, poi eletto, ad una visibilità paragonabile a quella di un politico di caratura nazionale. Parisi del centrodestra si è difeso più che bene, ma ha pagato lo scotto di uno schieramento indebolito, con notevoli problemi al suo interno.

A Roma la candidata pentastellata Raggi ha letteralmente doppiato Giachetti del Pd. Questo è anche il risultato della strategia politica di Renzi. Punire Giachetti per punire Renzi. Il Premier, nonché segretario nazionale del Partito Democratico, ha ragionato come se ci fosse ancora alternanza centrosinistra – centrodestra mentre occorre inevitabilmente prendere consapevolezza che siamo di fronte ad un sistema politico tripolare. Oltre alla variabile grillina c’è un’erosione di consensi a sinistra, di cui è necessario prendere atto. La maggioranza di Governo e il suo Premier, se non cambia qualcosa nelle impostazioni, rischia, dunque, di perdere anche il referendum di ottobre, con inevitabili ripercussioni sulla tenuta del Governo.

Gli uomini di Grillo, rispetto agli inizi, stanno sbagliando sempre meno. Si sta irrobustendo tutto un apparato che se prima appariva solo di contrasto e senza grandi progettazioni, ora si pone come forza propositiva, con programmi e contenuti e mi sembra molto capace nelle dinamiche di un sistema politico moderno, dove conta molto l’aspetto squisitamente mediatico.

A Torino, la vittoria inaspettata di Appendino fa sicuramente riflettere. Fassino, sindaco uscente, uomo politico carismatico, con visibilità nazionale, buon amministratore, perde la poltrona di primo cittadino contro una candidata fino a ieri sconosciuta ai più. Probabilmente l’ esigente elettorato torinese si è stancato di avere un uomo al comando che rappresenta la vecchia politica, i vecchi metodi, le vecchie logiche.

L’affermazione di due donne giovani, a Roma e a Torino, avrà certamente un impatto molto forte. Se prima era Renzi ad incarnare la ribellione e l’alternanza giovanile, ora ci sono i grillini. Qualcuno ha detto in TV che Casaleggio padre di fronte all’esito di Milano e Torino avrebbe esclamato: “Che capolavoro sono riuscito a fare.!”.

 Il centrodestra nel frattempo, se non cambia niente, è tagliato fuori dal gioco politico a due che si prospetta nel Paese. E ciò nonostante Parisi, a Milano, abbia lottato, testa a testa, con Sala. Forza Italia, dopo la scissione del Pdl, è messa male e anche la Lega, checché ne dica Salvini, alla luce del dato amministrativo, si configura come fenomeno dimensionato e circoscritto ad un’area precisa del Paese.

 A Napoli la sconfitta di Lettieri conferma la flessione del centrodestra, che dal centro città alle periferie andrebbe riformato. De Magistris, dal canto suo, ha interpretato con efficacia un forte anti-renzismo, che è stato premiato dall’elettorato napoletano. L’ex PM ha condotto una campagna elettorale molto attenta, spesa tra le periferie e i ceti popolari ed ha rappresentato quel ribellismo e quella spavalderia che piace ai napoletani. ll Partito Democratico e il centrosinistra in generale a Napoli hanno giocato un match disastroso. Mettere insieme i cocci di un partito e di una coalizione che a Napoli hanno rappresentato tanto, non sarà certamente facile. Nella nostra città il dato dell’astensionismo ha toccato livelli importanti, anche se l’affluenza ai turni di ballottaggio fisiologicamente scende sempre. De Magistris è espressione anche dell’antipolitica e i due dati, quindi si tengono. Da un lato la flessione dei votanti, dall’altro il successo del sindaco uscente, che sul rifiuto della politica tradizionale ha costruito ed incentrato buona parte della sua affermazione.

Salvatore Varriale

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